Amministrazione trasparente

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Corruzione

In questa sezione è possibile trovare le informazioni relative alla prevenzione ed alla repressione della corruzione e dell'illegalità nell'Amministrazione

Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza dott.ssa Giovanna Paolantonio
Tel. 081-7962759 - fax: 081-7962510  
Pec: trasparenza.anticorruzione@pec.regione.campania.it  
Mail: trasparenza.anticorruzione@regione.campania.it

 

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Relazione annuale del Responsabile per la prevenzione della corruzione 2016
(art. 1, c. 14, l.n. 190/2012 e ss.mm.ii.) - File in formato .xslx

Relazione annuale del Responsabile per la prevenzione della corruzione 2015
(art. 1, c. 14, l.n. 190/2012) - File in formato .xlsx

Relazione annuale del Responsabile per la prevenzione della corruzione 2014
(art. 1, c. 14, l.n. 190/2012) -File in formato .xlsx

Circolari e note

Circolari:

 


Note:

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​Accesso civico

Il Decreto Legislativo 25 maggio 2016, n. 97, pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’8 giugno 2016 e in vigore dal 23 giugno 2016, ha introdotto numerose e importanti modifiche al Decreto Legislativo 14 marzo 2013, n. 33, ridenominato “Riordino della disciplina riguardante il diritto di accesso civico e gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni”.

La disposizione vigente prima dell’entrata in vigore del D. Lgs. n. 97/2016 configurava l’accesso civico come il diritto ad ottenere la pubblicazione nel sito internet di una p.a. di documenti, informazioni o dati in tutti i casi in cui la stessa – obbligatoria ai sensi di legge - sia stata omessa.

Il Decreto Legislativo n. 97/2016 ha innovato l’originaria natura dell’istituto, ampliandone in maniera significativa l’ambito oggettivo di applicazione. Infatti, il comma 2 dell’art. 5 del D.Lgs. n. 33, come modificato dal D.Lgs. n. 97, recita: “Allo scopo di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull'utilizzo delle risorse pubbliche e di promuovere la partecipazione al dibattito pubblico, chiunque ha diritto di accedere ai dati e ai documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni, ulteriori rispetto a quelli oggetto di pubblicazione ai sensi del presente decreto, nel rispetto dei limiti relativi alla tutela di interessi giuridicamente rilevanti secondo quanto previsto dall'articolo 5bis”.

Dunque, il diritto di accesso civico – esercitabile come prima da chiunque e senza alcun obbligo di motivazione dell’istanza (a prescindere dalla dimostrazione di uno specifico interesse, come invece richiesto per l’accesso agli atti ai sensi della Legge n. 241/1990) – è esteso ai dati e documenti detenuti all’Amministrazione, anche non rientranti fra quelli oggetto di pubblicazione sul sito istituzionale (come invece previsto nell’accesso civico originariamente introdotto dall’art. 5 del D.Lgs. n. 33/2013).

Accesso civico concernente dati, documenti e informazioni soggetti a pubblicazione obbligatoria       [Articolo 5 comma 1 del D.Lgs 33/2013]

Il diritto alla pubblicazionenel sito istituzionale dell’Amministrazione dei dati, informazioni e documenti la cui pubblicazione è obbligatoria per legge prevede espressamente che l’istanza debba essere presentata direttamente al Responsabile della Trasparenza RPC.

L'istituto prevede l'obbligo in capo alle Pubbliche Amministrazioni di pubblicare documenti, informazioni o dati e il diritto di chiunque di richiedere i medesimi, nei casi in cui sia stata omessa la loro pubblicazione. L’accesso civico suddetto ha anche la finalità di garantire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull'utilizzo delle risorse pubbliche.

La richiesta non è sottoposta ad alcuna limitazione, quanto alla legittimazione soggettiva del richiedente, non deve essere motivata, è gratuita e va presentata al Responsabile dell’accesso civico dell'amministrazione che si pronuncia sulla stessa.

Oggetto dell’accesso civico non sono, dunque, però tutti i dati e i documenti qualificati espressamente come pubblici dalla normativa vigente, ma solo quelli per i quali al decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33 prescrive la pubblicazione obbligatoria.

Il principio di trasparenza trova il limite nel rispetto delle disposizioni in materia di segreto di Stato, di segreto d'ufficio, di segreto statistico e di protezione dei dati personali. In quest'ottica si devono rendere non intelligibili i dati personali non pertinenti o, se sensibili o giudiziari, non indispensabili rispetto alle specifiche finalità di trasparenza della pubblicazione. La presenza di informazioni sensibili all'interno degli atti, tuttavia, non blocca la pubblicazione degli stessi, che devono essere semplicemente "depurati" dalle indicazioni soggette a particolare tutela per la privacy.
L'amministrazione inadempiente, entro 30 giorni, procede alla pubblicazione nel sito del documento, dell'informazione o del dato richiesto e alla contestuale trasmissione al richiedente ovvero comunica al medesimo l’avvenuta pubblicazione indicando il collegamento ipertestuale.

E' opportuno evidenziare che l'accesso civico non sostituisce il diritto di accesso di cui all’art. 22 della legge 7 agosto 1990 n. 241. Quest’ultimo infatti è uno strumento finalizzato a proteggere interessi giuridici particolari da parte di soggetti che sono portatori di un interesse diretto, concreto ed attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l’accesso, e si esercita con la visione o l’estrazione di copia di documenti amministrativi.

Responsabile della trasparenza per la Giunta 
Dott.ssa Giovanna Paolantonio

telefono: 081-7962230 - fax: 081-7962510 
Pec: trasparenza.anticorruzione@pec.regione.campania.it
Mail: trasparenza.anticorruzione@regione.campania.it

 

Accesso civico concernente dati e documenti ulteriori [Articolo 5 comma 2 del D.Lgs 33/2013]

Il diritto all’accesso ai dati e ai documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni, ulteriori rispetto a quelli oggetto di pubblicazione ai sensi dello stesso D.Lgs. n. 33/2013 va esercitato - per quanto previsto dal comma 3 dell’art. 5 - presentando istanza all'URP regionale, che ne curerà il successivo inoltro alla struttura che detiene i dati, ai fini dell’avvio  e della conclusione del relativo procedimento, nonché - per conoscenza - alla Scrivente quale Responsabile della Trasparenza, allo scopo di consentire il monitoraggio dei tempi procedimentali.


Il nuovo testo dell’art. 5 conferma che il termine di conclusione del procedimento è di 30 giorni dall’acquisizione dell’istanza al protocollo dell’Ente.

Va inoltre segnalato che il comma 3 dell’art. 5 dispone espressamente che il rilascio di dati o documenti in formato elettronico o cartaceo è gratuito, salvo il rimborso del costo effettivamente sostenuto e documentato dall'Amministrazione per la riproduzione su supporti materiali.

Le esclusioni e i limiti dell’accesso; l’obbligo di comunicazione agli eventuali controinteressati

Analogamente a quanto disposto dalla Legge n. 241/1990 relativamente al diritto di accesso agli atti amministrativi, l’art. 5 bis del D.Lgs. n. 33/2013 riformato, ai commi 1 e 2, prevede che l'accesso civico di cui all'articolo 5, comma 2 “è rifiutato se il diniego è necessario per evitare un pregiudizio concreto alla tutela di uno degli interessi pubblici inerenti a:

a) la sicurezza pubblica e l'ordine pubblico;

b) la sicurezza nazionale;

c) la difesa e le questioni militari;

d) le relazioni internazionali;

e) la politica e la stabilità finanziaria ed economica dello Stato;

f) la conduzione di indagini sui reati e il loro perseguimento;

g) il regolare svolgimento di attività ispettive”

nonché “per evitare un pregiudizio concreto alla tutela dei seguenti interessi privati:

a) la protezione dei dati personali, in conformità con la disciplina legislativa in materia;

b) la libertà e la segretezza della corrispondenza;

c) gli interessi economici e commerciali di una persona fisica o giuridica, ivi compresi la proprietà intellettuale, il diritto d'autore e i segreti commerciali”.

La medesima disposizione, al comma 6, demanda la definizione dei casi di esclusione e limitazione del diritto di accesso civico a specifiche “linee guida” a cui espressamente si rinvia e attraverso cui l’ANAC ha fornito indicazioni operative in merito.

Il provvedimento conclusivo del procedimento; il riesame dell’istanza e rimedi in caso di diniego

Il procedimento di accesso civico si conclude, ai sensi del comma 6 dell’art. 5, con un provvedimento espresso e motivato (nei casi di rifiuto, differimento o limitazione dell’accesso con specifico riferimento ai limiti di cui all’art. 5 bis), da comunicare al richiedente ed agli eventuali controinteressati. In caso di accoglimento, dovrà seguire tempestivamente, a seconda che si ricada nell’una o nell’altra delle due fattispecie di accesso, la trasmissione dei dati o documenti al richiedente ovvero la pubblicazione degli stessi sul sito con comunicazione al richiedente del relativo collegamento ipertestuale.

In caso di accoglimento dell’istanza a fronte di opposizione del controinteressato, i dati o documenti possono essere trasmessi al richiedente non prima di quindici giorni dal ricevimento della comunicazione del provvedimento da parte del contro interessato.

Il comma 7 dell’art. 5 prevede che nei casi di diniego totale o parziale dell'accesso o di mancata risposta entro il termine di trenta giorni il richiedente può presentare richiesta di riesame al Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, che decide, con provvedimento motivato, entro il termine di venti giorni.

Se l'accesso è stato negato o differito a tutela degli interessi di cui all'articolo 5bis, comma 2, lettera a), cioè per la protezione di dati personali, il suddetto Responsabile provvede sentito il Garante per la protezione dei dati personali, il quale si pronuncia entro il termine di dieci giorni dalla richiesta. A decorrere dalla comunicazione al Garante, il termine per l'adozione del provvedimento da parte del responsabile è sospeso, fino alla ricezione del parere del Garante e comunque per un periodo non superiore ai predetti dieci giorni.

Fatta salva la previsione del comma 8 dell’art. 5, avverso la decisione dell'amministrazione competente o, in caso di richiesta di riesame, avverso quella del responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, il richiedente puo' proporre ricorso al Tribunale amministrativo regionale ai sensi dell'articolo 116 del Codice del processo amministrativo di cui al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104.

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Accessibilità e Catalogo di dati, metadati e banche dati

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Dati ulteriori

In questa sezione sono disponibili ulteriori contenuti pubblicati al fine di garantire un adeguato livello di trasparenza, legalità e sviluppo della cultura della integrità.