Legge Regionale 21 luglio 2012, n. 22.

 Bollettino Ufficiale Regione Campania n. 47 del 30 luglio 2012


"Norme per  l'integrazione  della  rete  dei  servizi  territoriali  per l'accoglienza  e  l'assistenza  alle  vittime  di  violenza  di  genere  e modifiche  alla legge  regionale 27 gennaio  2012, n. 1 (Disposizioni  per la formazione del bilancio annuale 2012 e pluriennale 2012-2014 della Regione Campania – legge finanziaria regionale 2012)".



IL CONSIGLIO REGIONALE

Ha approvato


IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE

PROMULGA


La seguente legge:


Art. 1

(Principi)

1. La Regione Campania, in attuazione della decisione del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 ottobre 2007, n. 1350/2007, riconosce che ogni forma di persecuzione rivolta al genere femminile che si manifesta attraverso azioni violente di tipo fisico, psicologico o sessuale o di qualunque  tipo  dirette  a  provocare  sofferenza  alla donna,  includendo  tra  tali  azioni  anche  le minacce, la coercizione e la privazione della libertà, sia nella sfera privata che nella pubblica, rappresenta  una  violazione  dei  diritti  umani  fondamentali  alla  vita,  alla  libertà,  alla  dignità, all'integrità fisica e psichica e costituisce una minaccia per la salute e la sicurezza.



Art. 2

(Finalità)

1. La Regione Campania, in attuazione dell'articolo 5 dello Statuto e dei principi dell'articolo 1, disciplina  gli  interventi  previsti  dall'articolo  29 della  legge  regionale  23  ottobre  2007,  n.  11 (Legge per la dignità e la cittadinanza sociale) e dalla legge regionale 11 febbraio 2011, n. 2 (Misure di prevenzione e di contrasto alla violenza di genere), promuovendo l'integrazione della rete  dei servizi sociali  e ospedalieri per l'accoglienza,  l'assistenza e  la cura delle vittime  della violenza di genere.

2. Per le finalità indicate al comma 1, la Regione promuove politiche specifiche attraverso gli strumenti di programmazione sociale e sanitaria.



Art. 3

(Integrazione servizi territoriali antiviolenza di genere)

1.  Ai  fini  dell'integrazione  delle  strutture  e  delle  attività  per  la  prevenzione,  l'assistenza  e  il contrasto  della  violenza  di  genere,  entro  novanta  giorni  dalla  data  di  entrata  in  vigore  della presente  legge,  il  Presidente  della  giunta  regionale,  d'intesa  con  l'assessore  alla  sanità  e  alle politiche sociali, individua il Centro regionale di  coordinamento dei servizi territoriali.

2.  Il  Centro  regionale  ha  il  compito  di  sviluppare interazioni  e  cooperazioni  finalizzate all'ottimizzazione degli interventi di presa in carico delle donne vittime della violenza di genere e a  creare  rapporti  di  cooperazione  con  le  altre  istituzioni,  enti  pubblici  ed  associazioni  del territorio.

3.  Nella  fase  di  prima  applicazione  della  presente legge,  sono  confermate  in  capo  al  Presidio ospedaliero  San  Paolo,  unitamente  alla  Unità  operativa  complessa  di  psicologia  clinica  del distretto 26, dell'Azienda sanitaria locale NA1, le funzioni di Centro regionale di coordinamento della rete dei servizi territoriali antiviolenza di genere.

4.  Entro  sei  mesi  dalla  data  di  entrata  in  vigore  della  presente  legge,  la  Regione,  al  fine  di garantire  che  il  trattamento  dei  dati  personali  si svolga  nel  rispetto  dei  diritti  e  delle  libertà fondamentali, nonché della dignità della donna vittima della violenza di genere, con particolare riferimento alla riservatezza, all'identità persona le e al diritto alla protezione dei dati personali, stabilisce con regolamento, in osservanza al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (Codice in materia  di  protezione  dei  dati  personali)  e  dei  provvedimenti  emanati  dal  Garante  per  la protezione dei dati personali, i criteri in materia  di utilizzo dei dati personali a scopi statistici e di ricerca scientifica.

5.  Agli  adempimenti  derivanti  dall'attuazione  del  presente  articolo,  si  provvede  con  le  risorse umane,  strumentali e  finanziarie disponibili e dagli stessi non derivano  oneri aggiuntivi  per il bilancio regionale.

6.  Al  responsabile  e  ai  referenti  del  Centro  di  coordinamento  non  è  attribuito  alcun  tipo  di compenso, rimborso o indennità di natura equivalente.



Art. 4

(Osservatorio regionale della rete antiviolenza)

1. Con decreto del Presidente della giunta regionale è istituito, presso la struttura amministrativa regionale  competente,  l'Osservatorio  regionale  della  rete  antiviolenza,  di  seguito  denominato Osservatorio.

2.  L'Osservatorio  realizza  il  monitoraggio,  la  raccolta,  l'elaborazione  e  l'analisi  dei  dati  delle strutture di cui alla legge regionale 2/2011 e di cui all'articolo 3 sul fenomeno della violenza di genere, per costruire una sinergia tra i soggetti coinvolti in modo da sviluppare e armonizzare le varie metodologie di intervento adottate sul territorio.

3. L'Osservatorio supporta:

a) l'assessorato  regionale  alla  sanità  e  alle  politiche  sociali  a  sviluppare  procedure  e  linee guida operative condivise per la tutela della salute e per il contrasto alla violenza di genere;

b) l'assessorato  regionale  alla  sanità  a  sviluppare  programmi  di  formazione  per  tutti  gli operatori sanitari, inclusi i medici di base;

c) l'assessorato  regionale  alla  sanità  a  definire  linee  guida  e  protocolli  sanitari  per  la prevenzione, la cura e la diagnosi precoce.

4. L'Osservatorio provvede:

a) allo  sviluppo  di  campagne  di  informazione  sugli esiti  della  violenza  sulla  salute  della donna vittima della violenza;

b) allo sviluppo di programmi di sensibilizzazione di contrasto alla violenza di genere;

c) allo sviluppo di sistemi di monitoraggio del fenomeno e di raccolta dei dati sugli effetti della violenza per l'istituzione di una banca dati informatizzata;

d) all'attivazione  di  protocolli  d'intesa,  in  tema di  contrasto  alla  violenza  di  genere,  tra  le istituzioni del territorio, distretti scolastici, nonché con le associazioni di donne impegnate al sostegno delle vittime.

5. L'Osservatorio ogni biennio pubblica, sul sito della Regione, i dati raccolti a fini statistici.



Art. 5

(Composizione Osservatorio regionale della rete antiviolenza)

1. L'Osservatorio è costituito:

a) dal Presidente della giunta regionale, o suo delegato;

b) dall'Assessore regionale alle attività sociali o  suo delegato;

c) dal Presidente della Commissione consiliare permanente competente in materia di sanità, o suo delegato;

d) dal Presidente della Commissione regionale per l a realizzazione della parità dei diritti e delle opportunità tra uomo e donna, o suo delegato;

e) dal Presidente della Consulta regionale femminile, o suo delegato;

f) dai Direttori generali delle ASL e delle Aziende  ospedaliere, o loro delegati;

g) dal responsabile del Centro di coordinamento di cui all'articolo 3;

h) da sei esperti, di comprovata esperienza, scelti  tra ginecologhe, psicologhe, sociologhe e assistenti sociali, designati dall'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale;

i)  da  cinque  rappresentanti  designati  dalle  associazioni  di  volontariato  femminile istituzionalmente finalizzate alla protezione e al sostegno delle donne vittime della violenza di genere, operanti sul territorio regionale, in rappresentanza delle cinque province.  

2. L'Osservatorio  si  dota  di  un  regolamento  di  funzionamento  approvato  a  maggioranza  dei componenti, dura in carica cinque anni e, comunque,  non oltre la durata dell'intera legislatura.

Svolge  le  funzioni  di  segretario  un  funzionario  della  struttura  amministrativa  regionale competente.

3. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Presidente della giunta regionale, sentito l'Ufficio di presidenza del consiglio regionale e le associazioni di cui al comma  1,  lettera  i),  nomina  i  componenti  dell'Osservatorio.  Svolge  le  funzioni  di  Presidente dell'Osservatorio il componente di cui al medesimo comma 1, lettera g).

4.  La  partecipazione  dei  componenti  e  degli  esperti,  è  a  titolo  onorifico  e  non  dà  luogo all'attribuzione di alcun tipo di compenso o indennità di natura equivalente.



Art. 6

(Clausola valutativa)

1. L'Osservatorio, dalla data di entrata in vigore della presente legge, trasmette ogni biennio alla Commissione  consiliare  permanente  competente  in  materia  di  sanità,  una  relazione sull'attuazione della legge e sui risultati ottenuti dalle attività svolte dalle strutture territoriali, dal Centro di coordinamento e dall'Osservatorio.



Art. 7

(Risorse finanziarie)

1. L'attuazione della presente legge non comporta nuovi o maggiori oneri per il bilancio della Regione.



Art. 8

(Modifiche alla legge regionale 27 gennaio 2012, n. 1)

1. Il comma 10 dell'articolo 44 della legge regionale 27 gennaio 2012, n. 1 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale 2012 e pluriennale 2012–2014 della Regione Campania – legge finanziaria  regionale  2012)  è  abrogato  e  rivive  l'articolo  5  bis  (Ulteriori  disposizioni  per  la copertura dei disavanzi del sistema sanitario regionale) della legge regionale 24 dicembre 2003, n. 28 (Disposizioni urgenti per il risanamento della finanza regionale).



Art. 9

(Dichiarazione d'urgenza)

1.  La  presente  legge  è  dichiarata  urgente  ed  entra in  vigore  il  giorno  successivo  alla  sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della regione Campania.

La presente legge sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione Campania.

È  fatto  obbligo  a  chiunque  spetti,  di  osservarla  e  di  farla  osservare  come  legge  della Regione Campania.

Caldoro